MonteMarioToday

Ottavia, nuova antenna sullo Starplex: cittadini pronti alla class action?

Continua la battaglia dei residenti di Ottavia e Lucchina contro le continue installazione di antenne e stazioni radio. Si teme per danni alla salute, all'ambiente e al valore commerciale degli immobili. E c'è chi avanza la proposta di agire per vie legali

Potrebbe esserci addirittura quella della "class action", tra le soluzioni che si prospettano per metter fine all'annosa vicenda delle antenne installate tra la zona di Ottavia e Lucchina, a Monte Mario. Una causa civile collettiva per chiedere la disattivazione, la disinstallazione nonchè un mega-risarcimento dovuto non solo all'incombente minaccia alla salute delle persone, ma anche al conseguenziale abbassamento del valore degli immobili e delle attività commerciali limitrofe. Già in passato ci siamo occupati delle numerose installazioni sorte nel giro di pochi anni e di esempi, anche in altri quartieri del Municipio, ce ne sono davvero tanti; a Ottavia, solo qualche tempo fa se ne è aggiunta un'altra, proprio sopra il cinema Starplex.

"Il terrazzo del Gulliver sta raggiungendo il guiness dei primati in Italia come lastrico solare più inquinante e inquinato d'Italia per le numerose stazioni radio base che proliferano anno dopo anno" denuncia il Segretario del Coordinamento Comitati Roma Nord Domenico Ciardulli e anche Padre Giorgio, parroco della Chiesa di Santa Maddalena di Canossa in via della Lucchina, è arrivato a parlarne addirittura durante la messa nell'omelia domenicale. Il pericolo è che le continue installazioni generino un vero e proprio campo elettromagnetico dannoso tanto per l'ambiente quanto per la salute dei cittadini e questi ultimi, chiaramente, non accolgono di buon occhio i nuovi impianti che si vedono "spuntare" sotto agli occhi a ritmo così incalzante.

Tra i residenti, quindi, non manca chi azzarda la proposta di un percorso legale collettivo dalla portata sicuramente considerevole. I precedenti, in fatto di sentenze e pronunce, non mancano di certo. Nel 2005, ad esempio, il Tribunale di Bologna riconobbe un'antenna di questo tipo causa di impatto ambientale assimilabile a quello prodotto da un impianto per lo smaltimento dei rifiuti o da un aeroporto. Sempre in quella occasione, si determinò anche la suddetta installazione come causa diretta della svalutazione commerciale degli immobili limitrofi nonchè del danno psicologico arrecato ad alcuni condomini, dimostrando che vivere in un appartamento con il dubbio che ne possano derivare danni alla propria salute ne riduce notevolmente la godibilità dello stesso.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • “Ho preso il muro fratellì”, l’infrazione costa cara all’ex rapper, patente ritirata ed auto sequestrata

  • Coronavirus, 13 contagi in 24 ore nel Lazio. "Preoccupazione per aeroporti e stazioni di Roma"

  • Coronavirus: nel Lazio per la prima volta il numero dei guariti supera quello dei positivi

  • Tragedia a Montespaccato: ragazzo di 30 anni trovato morto impiccato nel garage di casa

  • Coronavirus, a Roma appena 2 nuovi contagi in 24 ore: sono 3055 gli attuali casi positivi

  • Coronavirus, a Roma 8 nuovi contagiati in 24 ore: sono 3538 gli attuali casi positivi nel Lazio

Torna su
RomaToday è in caricamento