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Beffa nella scuola riaperta dopo un anno: manca la scala d'emergenza, alunni costretti a rotazioni

Il calvario infinito delle famiglie della scuola Taggia dall'aprile 2017 in balia dei ritardi dei lavori per l'adeguamento antisismico dell'edificio

Un anno e mezzo di lavori, di lezioni tra polvere e rumori molesti, di classi della materna spostate altrove, tra Monte Mario e Quartaccio, e genitori degli studenti delle medie addirittura costretti a pagare di tasca loro le navette per il trasporto dei propri figli (100 euro mensili per ogni studente) dal plesso di Torrevecchia  a quello ospitante di Primavalle.

Disagi infiniti per le famiglie e gli alunni della scuola Alberto Sordi di via Taggia, nel XIV Municipio. Un'odissea che dura dall'aprile del 2017, da quando parte della scuola è stata chiusa per adeguamenti antisismici: lavori che però, tra varianti progettuali e conseguenti ritardi, si sono protratti più del previsto scatenando ira e polemiche. 

Suona la campanella ma la scuola è ancora un cantiere

Un calvario che per la comunità scolastica della Taggia ancora non è finito. Alla vigilia della prima campanella, fissata per il 13 settembre, la scuola era ancora un cantiere: talmente caotica e polverosa che a sistemarla hanno dovuto pensarci genitori, personale scolastico e classe docente con maestre e professoresse alle prese con mansioni ben diverse da quelle strettamente didattiche. 

La campanella suona domani ma la scuola è un cantiere: a pulirla ci pensano i genitori

Un inizio di anno scolastico ben diverso da come lo avevano immaginato le famiglie della Sordi che pure, nel corso dell'anno, avevano fatto notare come quei lavori procedessero a rilento: troppo per immaginare una scuola fatta e finita per metà settembre. Previsione più che azzeccata con il rinvio della fine dei lavori a giugno prossimo.

Nella scuola appena ristrutturata manca la scala di emergenza

Ennesimo slittamento che però non ha impedito di aprire la scuola. Peccato però che per alunni e famiglie della Taggia la doccia fredda, la prima dell'anno scolastico 2018-2019, fosse proprio dietro l'angolo: nella scuola di Torrevecchia manca la scala di emergenza afferente al II piano "che - scrive la Dirigente Scolastica, Maria Ponticiello - non sarà riconsegnata il giorno lunedì 17 c.m. come da accordi intercorsi tra la stessa, il “SIMU”e la ditta “Aspera”."

Da qui la scelta obbligata, per motivi di sicurezza per una eventuale necessaria evacuazione dell'edificio, di effettuare rotazioni e turni pomeridiani con le classi non coinvolte direttamente dalla soatanziale mancanza a dover uscire alle ore 13. Tre prime e una seconda, collocate nell'ala sinistra del fabbricato, andranno a scuola per tre giorni dalle 13:30 alle 18:30; le altre classi del plesso dalle 8 alle 13. Poi si vedrà, nella speranza che il dovuto sia consegnato nel più breve tempo possibile.

Scuola Taggia, disagi senza fine

"Sulla riapertura della scuola, per tutti gli ordini e gradi del plesso, ci è stato detto 'tutto a posto, tutto regolare, falso allarme'. Poi arriva la nota della dirigente scolastica che comunica che visto che le scale di sicurezza non sono tutte a posto alcune classi dovranno fare delle turnazioni. Si dice espressamente che il SIMU e la ditta non hanno mantenuto i patti. Fatto sta che le cose 'non stanno a posto'." - ha scritto Julian Coabello, consigliere del Pd in Municipio XIV e presidente della Commissione Trasparenza annunciando l'invio di una nuova nota al Segretariato Generale. 

"Una storia senza fine e preoccupante per l'approssimazione che emerge nel gestire uno stabile dove vanno ogni giorni centinaia di nostri giovani cittadini. Servono atti e verbali per inchiodare tutti alle proprie responsabilità a iniziare dal Comune e dall'Assessore ai lavori pubblici Gatta (fedelissima M5s) che venne in commissione per farci sapere che non si poteva esprimere su questioni tecniche. Il Municipio qui semplicemente non sa cosa succede esattamente, per piaggeria o per incompetenza - conclude severo Colabello - non importa"

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Intanto a Torrevecchia restano preoccupazioni e disagi per una scuola che tutti pensavano finita, nuova e sicura: dopo quasi due anni la Albeto Sordi è aperta sì, ma più che a mezzo servizio. 

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