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Mercato Primavalle, l'inizio lavori sorprende gli operatori: Yulia dovrà liberare il suo "bar da film" in quattro giorni

Dal Municipio XIV la lettera che invita a liberare da persone e cose le aree assegnate. La protesta dei banchi: "Niente preavviso né certezze sul futuro, questo è uno scempio altro che riqualificazione"

Lunedì 13 luglio inizieranno i lavori per la riqualificazione del Mercato Primavalle I e dunque gli unici tre operatori rimasti all’interno della struttura di via Sant’Igino Papa dovranno liberare gli spazi delle aree loro assegnate. 

Lavori al Mercato Primavalle I: “Operatori via in quattro giorni”

La comunicazione del Municipio XIV è piovuta come un fulmine a ciel sereno sulle teste dei titolari di box e banchi di Primavalle. La pec arrivata in mail venerdì sera, la lettera consegnata il martedì seguente: a meno di una settimana dall’avvio del cantiere. 

“Quattro giorni per sgomberare tutto senza che nessuno conosca il progetto, senza alcuna pubblicità, senza la partecipazione dei cittadini, con appalti e subappalti mai dichiarati, incuranti delle proteste dei cittadini, degli operatori. Un appalto da oltre un milione di euro che deve ‘completare’ lavori già per 300.000” - tuonano operatori e realtà di zona riuniti nell’associazione Banco e sto. 

Yulyia via dal suo “bar da film”

I due banchi di frutta e verdura saranno spostati sul piazzale esterno, anche se uno dei titolari aveva espresso la volontà di essere ricollocato per il tempo del cantiere tra i colleghi dell’Urbano II. Sorte più avversa per l’attività di Yulyia, ossia il bar del mercato di Primavalle: quello che ha fatto anche da set al film "Rimetti a noi i nostri debiti" con Marco Giallini e Claudio Santamaria

Yulyia dovrà togliere tutto in tempi record, “senza sapere dove portare i macchinari, la merce avanzata e tutto il resto” - protesta l’imprenditrice ucraina che nei mesi scorsi, prima dell’arrivo dello sportello anagrafico, aveva riaperto nel mercato deserto per non perdere quella licenza ottenuta dopo tanta fatica. 

A turbarla non solo la questione logistica e la fretta, è il futuro che è incerto: “Non mi hanno dato nessuna informazione nè certezza sulla sospensione della tassa, non so fra quanto e se potrò rientrare nel mio bar. E’ un salto nel vuoto, un trattamento che noi operatori del mercato non meritiamo” - dice la donna a RomaToday. 

Da bar da film a incubo, Yulyia riapre nel mercato deserto: "Costretta per non perdere licenza"

Mercato Primavalle I: il progetto del Comune

Nel settembre scorso la presentazione del progetto da parte della sindaca di Roma, Virginia Raggi, arrivata in quel di Primavalle a sorpresa con l’assessore Carlo Cafarotti. 

Oltre al già realizzato ufficio anagrafico, prevista una parete per le proiezioni e una piazzetta sociale a fare da “spalla” alle sedici postazioni previste nel "nuovo" Mercato Primavalle I: 10 banchi dedicati ai prodotti alimentari, 5 a prodotti artigianali e 1 spazio di somministrazione. Un progetto molto diverso da quello immaginato da Banco e sto che li sognava un mercato "di merci e di mestieri" con il 50% delle attività di carattere artigianale, il 40% di vendita agroalimentare e il restante 10% di ristorazione. 

Il 13 luglio la consegna del cantiere con la riqualificazione che in tanti sperano possa rilanciare uno spazio storico ma nella sua forma tradizionale soffocato dalla concorrenza della grande distribuzione e dei centri commerciali. La durata dei lavori era stata stimata di 9 mesi.

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La protesta di Primavalle: “E’ uno scempio e la chiamano riqualificazione”

Sarà un avvio di cantiere movimentato. Banco e sto ed altre realtà di Primavalle si sono date appuntamento proprio in via Sant’Igino Papa, nel mirino l’amministrazione a Cinque Stelle: “Protesteremo e lo faremo in modo evidente su questo disastro spacciato come grande riqualificazione. I lavori dovevano finire tre anni fa invece oggi stiamo ancora così e ora per coprire la loro inettitudine vogliono spazzare via tutto e zittire chi ricorda ogni giorno la verità. Altri si sono defilati, avranno avuto le loro buone (?) ragioni, ma noi no, stiamo qui non stiamo zitti. Andate a casa, non ne possiamo più - dicono - dell’amministrazione più cialtrona di sempre”. 
 

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