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Amianto, allarme all'ex Clinica San Giorgio. "Intervenire subito"

L'appello del capogruppo PD Colabello: "Alto rischio di inquinamento ambientale". Da tempo le segnalazioni di residenti e cittadini. Si riapre la questione della riqualificazione dello stabile abbandonato, "chiarire una volta per tutte"

E' allarme amianto alla ex Clinica San Giorgio, zona Balduina. Dopo alcune sollecitazioni da parte di cittadini e residenti, il capogruppo consiliare PD Julian Colabello ha effettuato alcuni sopralluoghi proprio tra le mura dell'edificio di via delle Medaglie d'Oro, ormai da anni in grave stato di abbandono e decadenza. A destare particolare preoccupazione, la presenza di alcune coperture e materiale sbriciolato identificabile proprio come Ethernit, "tristemente noto per contenere un’alta percentuale di fibre di amianto” come spiega proprio Colabello.

Partecipe a uno di questi sopralluoghi anche l'Assessore all'Ambiente del Municipio XIV Ivan Errani già a lavoro per allertare le autorità competenti e coordinarsi assieme a loro. "E' necessario intervenire subito perché il rischio di inquinamento ambientale è altissimo, essendo le coperture esposte al vento e alle intemperie", sollecita Colabello. La richiesta, rivolta direttamente al Comune, è quella infatti di un'azione immediata per verificare la situazione e bonificare l’area. "Ci chiediamo ad ogni modo come sia stato possibile che in questi anni non siano state raccolte le segnalazioni dei cittadini che pure dichiarano di aver interpellato il Municipio e il Comune - continua il consigliere, che incalza - Non c’è tempo da perdere, bisogna agire in fretta e accertare le responsabilità".

La vicenda riaccende poi ancora una volta i riflettori sulla altrettanto ampia e complessa questione della riqualificazione dell'ex clinica, il cui recupero ad uso sociale e culturale è inserito non a caso nei punti programmatici dell'attuale amministrazione municipale. Allo stesso modo, la campagna a sostegno della petizione promossa dal gruppo dei Giovani Democratici di Balduina aveva già precedentemente raccolto tra i cittadini migliaia di firme. "Come è noto l’edificio è di proprietà di una società privata ed è stato oggetto di procedure amministrative anche di recente - conclude Colabello - È il momento di mettere le carte in tavola e chiarire una volta per tutte questa situazione, perorando la causa del riuso pubblico e sociale dell’immobile. Siamo sicuri che non mancherà l’impegno diretto del Presidente del Municipio e del Sindaco in questa battaglia per il recupero e la rigenerazione della nostra città”.

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