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Quartaccio, per rifare via Andersen si abbattono tutti i pini: "Sono quasi a fine ciclo"

La decisione di abbattere decine di pini fa discutere: Cecera (PD): "Rappresentano un tratto peculiare del vecchio paesaggio rurale"

Addio ai pini di via Andersen. Dal 9 luglio la strada di Quartaccio è stata privata della loro presenza. I lavori di rifacimento del manto stradale hanno portato l'amministrazione ad una drastica e contestata decisione.

L'abbattimento 

La scelta è stata difesa con i denti dall'amministrazione pentastellata, che parla di alberi giunti "quasi a fine ciclo", le cui radici avrebbero causato "un forte danneggiamento del manto". Da qui la decisione di tagliarli poichè, ha spiegato in  una nota la giunta Campagna, "il rifacimento completo della sede stradale" ha comportato "unao scavo del manto di almeno 40 centrimetri di profondità, anche nei tratti vicino alle alberature".

I pini che andavano preservati

La decisione di procedere all'eliminazione di tutti e due i filari di alberi, non è però passata inosservata. Si tratta infatti di almeno una trentina di esemplari e, come segnalato dal consigliere democatico Alessio Cecera, "i filari di pini situati davanti le attività commerciali " andavano salvati dallo "scempio dell'abbattimento selvaggio poichè non tutti i pini hanno radici che hanno intaccato il manto stradale".  

Un abbattimento "ammissibile"?

L'amministrazione si è difesa chiamando in causa  i tecnici dell'Ufficio Sistema Arboreo Cittadini che fa capo al Dipartimento di Tutela Ambientale. Secondo quanto riferito dalla Giunta del Municipio XIV infatti "sono state richieste le opportune valutazioni agronomiche". I tecnici del'ufficio Sistema arboreo, dopo sopralluoghi e verifiche, avrebbe così "valutato ammissibile l'abbattimento delle alberature". I pini saranno sostituiti, nel periodo in cui è possibile procedere alla piantumazione, con essenze arboree tipiche locali più idonee al sito d’impianto, quali Quercus ilex o Quercus suber, come concordato con il Dipartimento di Tutela Ambientale.

Il valore dei pini di via Andersen

Addio quindi ai pini la cui presenza, come accennato dal consigliere democratico, rivestiva un forte "valore storico nella zona della Valle dei Fontanili". Gli alberi in questione infatti erano "un tratto fondamentale del paesaggio rurale precedente agli insediamenti urbani che si sono avvicendati a partire dagli anni 70 ai margini di Torrevecchia.  Infatti proprio dai uno dei casali dell'antica tenuta si apriva il viale cossteggiato da filari di pini marittimi che portava ai tre fontanili presenti nella zona, corrispondente all'attuale via Andersen.

I pini e la Sindaca

Il taglio degli alberi, s'inscrive in una serie di interventi che l'amministazione cittadina sembra intenzionata a portare avanti. L'abbattimento più clamoroso di pini finora si era registrato in via Appia Nuova, all'altezza di San Giovanni.  Per numero però, quello di Quartaccio, rischia di far registrare un nuovo e triste record. "Con i pini molto grandi e con le radici affioranti c'è un problema" ha dichiarato la sindaca nel corso di un lungo 'monologo' postato su facebook martedì 10. Riferendosi poi agli alberi molto vecchi, la Sindaca ha rimarcato che in quei casi gli interventi non potranno essere limitati alla fresatura. "Dovremo prendere una decisione che per me, tra la sicurezza delle persone e la vita degli alberi, non potrà che essere tagliare". Nel caso di via Andersen però, gli alberi non erano poi così vecchi. Al massimo, come la stessa giunta municipale ha comunicato, erano "quasi a fine ciclo".

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Commenti (10)

  • Quello che nessuno riesce a comprendere è che i pini erano lì ben prima che ci costruissimo sopra, e ora sono loro a doversene "andare", invece di prevedere un modo per salvarli viene deciso di abbatterli. Quando smetteremo di essere così miopi? Il mondo sta andando in pezzi e la colpa è solo nostra.

  • Detto che tra i pini e l'incolumità sulle nostre strade scelgo sicuramente e senza tentennamenti quest'ultima, sono d'accordissimo sulla patatura di quei pini che costituivano pericolo su una strada che percorro quotidianamente. Non è questione di ideologia politica ma tra i commenti mi sembra di leggere altro come l'attacco al consigliere Cecera che, come da lettera protocollo 82002, non è contrario all'abbattimento dei pini su strada ma di quelli (e sono la maggioranza) che non hanno, per distanza dalla sede stradale, radici tali da rendere pericolosa la viabilità ordinaria.

  • Il "consigliere" Alessio Cecera, prima di esprimere ed articolare qualcosa di sensato, dovrebbe prima farsi "consigliare", ma sappiamo bene che il radical chic è chic se dice e afferma l'esatto contrario di quello che è appena stato detto / fatto.

  • Chi ha messo i pini ai lati delle strade?? , oppure chi ha progettato strade adiacenti ai pini??. È forse l unico albero che non deve stare vicino alle strade. Hanno tagliato i pini, non ci posso credere..! Ambientalisti e gruppi politici verdi non hanno fiatato!?!?, non ci credo!!.

  • Bene! il posto dei pini è in pineta, stop

  • Via Andersen è un pericolo per tutti i motociclisti...togliamo i pini e piantiamo alberi adatti!

  • Criticare solo per criticare. Tutti sanno che i pini hanno un apparato radicale superficiale, tutti sanno che devastano il manto stradale, tutti sanno che cadono all'improvviso senza offrire segnali di preavviso, e tutti sanno che se un'amministrazione li taglia verrà aspramente criticata. E mo' che hai criticato, torna a dormire.

  • gli alberi ricrescono basta ripiantarli subito e magari anche specie diverse dal pino

  • via Anderson è un pericolo per tutti i motociclisti...quindi togliamo i pini e trapiantiamo nove piante

  • Penso che chi ha criticato non capisce una nulladi piante ed alberi e ha soltanto criticato l'operato della parte politica avversaria. Fonte[FOCUS] I MIGLIORI ANTISMOG. Come agenti anti-inquinamento ci sono però specie più “attive” di altre. Uno studio svolto da ricercatori cinesi ha per esempio osservato che l’efficienza nel rimuovere le particelle di polveri sottili dall’aria di Pechino può variare fino a 14 volte. A influenzare questa capacità sono vari fattori, dalla superficie delle foglie alla quantità di chioma alla forma e all’altezza dell’albero. I migliori contro l’inquinamento da polveri sottili si sono rivelati l’olmo, la magnolia, e il frassino. Anche le viti rampicanti svolgono abbastanza bene questo compito, dato che secondo l’articolo andrebbe tenuto in considerazione nella progettazione di muri e coperture verdi in città. Imparate a leggere e a critcare di meno ...

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