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Ucciso da un ubriaco al volante. La mamma: "Chiedo una pena esemplare"

La mamma di Davide Marasco, ucciso da un pirata della strada rivelatosi ubriaco e con precedenti penali, torna a chiedere giustizia per il figlio deceduto

Nella foto la signora Maria Grazia Carta con Davide Marasco

Sono passati tre mesi e mezzo dalla morte di Davide Marasco. Il 31enne, alla guida del suo Yamaha 125, è stato investito da un'auto che percorreva contromano la via Casilina. 

La vicenda

"Si recava a svolgere onestamente il suo lavoro di panettiere" racconta Maria Grazia Carta, la mamma. E' tornata sulla questione, dopo aver chiarito in più modi, anche con una fiaccolata, che per la morte del figlio "non avrete il mio odio". L'uomo che l'ha investito è infatti risutato essere un cittadino albanese. Ma non è l'origine etnica del pirata della strada, ubriaco e con precedenti penali, che interessa alla mamma di Davide.

Il pirata della strada

"L'assassino  che già annoverava precedenti penali, non ha prestato soccorso a mio figlio, dimostrando di non avere alcun interesse per la vita del prossimo" ha spiegato in una lettera aperta la signora Carta. "Davide è morto sul colpo" e "nel dolore più grande per una madre, la morte di un figlio, si è aggiunto il dolore di dover apprendere della sua morte dai social".

La video intervista alla mamma di Davide

Il j'accuse alle istituzioni

Il decesso di Davide, avvenuto il 27 maggio 2019, è stato appreso dalla mamma per vie indirette, perchè "giustificandosi dietro una prassi burocratica a me incomprensibile – si legge nella lettera – nessuno si è fatto carico di avvisarmi della sua morte". Ce l'ha con le istituzioni preposte "che non si sono presentate ad offrire a me e a mio figlio l'attenzione, il rispetto ed il sostegno che questa tragedia umana consumatasi in territorio romano merita". Ma è soprattutto un accorato appello, quello della signora Carta.

Una tragedia che poteva essere evitata

"L'assassino di Davide è un criminale pregiudicato, che impunemente era libero di circolare, mentre andava fermato prima, e andava messo in condizioni di non nuocere al prossimo" ricorda la signora Carta, agli "uomini di legge che dovranno farsi carico d'una tragedia, che doveva essere evitata". 

La promessa

La lettera della mamma di Davide Marasco si chiude con una promessa. "Non smetterò mai di lottare perchè mio figlio abbia giustizia affinchè il suo assassino sia punito in maniera esemplare e la sua condanna serva da monito a chi con superficialità e sfrontatezza si mette alla guida violando le norme del codice della strada. Lotto per i diritti di tutti  perchè - conclude la lettera la signora Maria Grazia Carta - altre madri non piangano altri figli". 

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