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Selva Candida, il centro commerciale solleva la protesta: "Prima i servizi"

A sollevare la mobilitazione del comitato Selva Candida l'avvio dei cantieri. "Non vogliamo restare in gabbia, prima vanno realizzate le opere di viabilità"

Il vecchio ecomostro abbattuto

No al centro commerciale se prima non verranno realizzati i servizi. I cittadini di Selva Candida, organizzati dall'omonimo comitato, sabato 13 febbraio scendono in piazza. A far scattare la protesta “l'avvio dei cantieri per la costruzione di un centro commerciale con 3 megastore e 70 negozi, oltre a 300 appartamenti” senza che ci sia “alcuna segnalazione per la costruzione delle importanti opere di viabilità che erano state promesse” spiega il presidente del comitato Ludovico Baccelloni. “I residenti hanno paura di rimanere in gabbia”.  

“Non siamo contrari al progetto che verrà realizzato sui terreni della Cmb di Carpi" in via di Selva Candida, alla confluenza con via di Riserva Grande, nell'area dove sorgeva il l'ecomostro di cemento dell'ex complesso Alitalia nel 2010. “Vogliamo che prima della costruzione del centro commerciale e degli appartamenti vengano costruite le opere di viabilità” continua. “A Selva Candida vivono circa 20 mila persone che dispongono di un’unica strada, via di Selva Candida, per collegarsi con il resto della città. Si tratta di un’arteria di circa 4 km, di elevata pericolosità e strozzata ai due capi dall’uscita sulla via Boccea e, tramite strette stradine, sulla Via Casal del Marmo”.

I cittadini si aspettano, “così come stabilito in diverse assemblee alla presenza di amministratori pubblici”, la realizzazione preventiva di una serie di opere, “molte di esse a scomputo e già finanziate” come la “Bretella Cremolino Casal del Marmo”, il “Raddoppio della Via di Selva Candida”, il “Rifacimento della stessa Via di Selva Candida” e il “Collegamento tra Via Casorezzo e Via Esperia Sperani”. La paura è che senza queste opere “il quartiere diventi invivibile”. 

Il comitato ha inviato anche una lettera al commissario straordinario Tronca e al sub commissario Giuseppe Castaldo “per attirare l'attenzione istituzionale, imparziale e garantista”. Continua la lettera: “Noi residenti che guardiamo l’opera con paura”.

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