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Primavalle I, il mercato depresso tra banchi chiusi e cantiere: "Soldi riqualificazione spesi male"

In via Sant'Igino Papa dubbi e critiche sui lavori in corso: "Per ripartire davvero e uscire da abbandono mettano a bando licenze"

Un tempo centro vivo e fiorente del quartiere, oggi capannone semideserto tenuto in vita solo dall'abnegazione degli operatori rimasti, cinque in tutto, e dalla clientela affezionata alla qualità dei prodotti e delle lavorazioni offerte. 

Il declino del mercato di Primavalle

Un mercato, quello di Primavalle I, in declino e sofferenza: lontani i tempi in cui i banchi aperti erano oltre cinquanta con i box illuminati e in piena attività a fare da cornice ai banconi classici dedicati all'ortofrutta. 

Oggi di quel tripudio di colori, suoni e profumi tipici del mercato è rimasto ben poco e l'eco si perde in quell'affascinante edificio architettonico degli anni '50. 

I lavori di riqualificazione

Una struttura che però non vuole morire. Nel giugno scorso l'inizio dei lavori di riqualificazione finanziati dal Comune con poco più di 300mila euro: messa in sicurezza dell'impianto elettrico e di quello idrico, nuovi bagni, uno sportello per i servizi del Municipio, l’antincendio e un collegamento alla rete wi-fi gli interventi promessi e in parte realizzati.

Già perchè, nonostante la fine dei lavori fosse prevista entro dicembre 2018, il cantiere nella struttura di via Sant'Igino Papa è tutt'altro che concluso: i cinque banchi lavorano e sopravvivono tra bandoni, calcinacci, polvere e barriere metalliche. 

Un disagio che gli operatori hanno sopportato per sei lunghissimi mesi con la speranza di veder rinascere il loro mercato. 

Nuovi impianti e collegamento alla rete wi-fi: così riparte il mercato di Primavalle

Le promesse: piazza sociale e sportello del Municipio

Aspettative in parte riposte nella promessa "piazza sociale": un'agorà all'interno del Primavalle I nella quale realizzare eventi e incontri, un'attrazione per l'intero quartiere al fine di rinvigorire l'attività dei banchi. Accanto l'apertura di uno sportello municipale affinchè anch'esso, sul modello di quelli del Tufello o di Ponte Milvio, possa svolgere una doppia funzione: quella di servizio più vicino alla cittadinanza e quella di richiamo per un'utenza che tra i banchi si trasformi in clientela. 

Tutto al momento in divenire con gli operatori di Primavalle che non nascondono timori su tempi e riuscita, oltre a qualche critica sulle modalità di spesa e coinvolgimento nel programma. 

L'ira degli operatori: "Soldi spesi male"

"Il progetto non ci è stato fatto vedere, lo abbiamo recuperato a spese nostre. La progettazione andava sicuramente condivisa perché hanno tolto due box nuovi e funzionali. I bagni poi, per quanto ne sappiamo, sono stati previsti per gli operatori ma non per quelle persone che si spera vengano a godere della 'piazzetta sociale'. Tutti aspetti che avremmo voluto far presente al Municipio XIV, peccato che però qui non si sia visto mai nessuno: l'assessore ai Lavori Pubblici non è mai venuto, un paio di volte si è affacciato il presidente della Commissione Commercio. Hanno portato acqua e luce ad ogni banco ma per esempio mancano le griglie di scolo" - fa notare Massimo, anima storica del Primavalle I. 

"Abbiamo tenuto in vita questo mercato per anni, tutto grazie alle nostre forze. Ora trovano i soldi e li spendono male" - recrimina il titolare della pizzicheria. "Sarebbe bastato semplicemente rinvigorire il mercato ed evitare questo stato di abbandono aprendo lo sportello municipale e soprattutto dando le licenze di tutti questi banchi vuoti. Mentre le persone vogliono lavorare qui le serrande restano abbassate". 

Il mercato di Primavalle nell'incertezza

Ma la mancata comunicazione tra via Mattia Battistini e Primavalle lascia gli operatori nell'incertezza. 

"È stato stanziato un altro milione di euro ma non si è capito per fare che cosa. Pare che vogliamo addirittura rimuovere alcuni banchi già messi a norma. Ciò significherebbe tenere ancora fermo il mercato" - fa notare il consigliere del Pd in XIV, Julian Colabello. 

"Non possiamo permetterci di stare chiusi per due anni: è una questione economica ed anagrafica, se vogliono mandarci in pensione anticipata lo dicano. Non vorrei - tuona Massimo - che l'idea sia quella di  realizzare un mercato da 14 banchi da 1milione e 300mila euro: sarebbe una follia con pure lo storico e ben attrezzato mercato di Urbano II in difficoltà e lo spettro dell'apertura di un grande supermercato proprio dietro l'angolo. Per il Primavalle I vorremmo semplicemente sapere qualcosa di più e vedere sicuramente di meglio". 
 

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