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Primavalle, Unione Inquilini: "No all'Imu per le case popolari"

L'Unione Inquilini di Roma Nord dice no all'Imu per le case popolari Ater. A ribadirlo con forza è il segretario dell'Unione Inquilini di Roma Massimo Pasquini. Di recente a Primavalle, vicino alla Posta, è apparso uno striscione in merito

L'Unione Inquilini di Roma Nord dice no all'Imu per le case popolari Ater. A ribadirlo con forza è il segretario dell'Unione Inquilini di Roma Massimo Pasquini. Di recente a Primavalle, vicino alla Posta, è apparso uno striscione in merito. "L'Ici - racconta Pasquini - era stata tolta per le case popolari un paio di anni fa, con il governo Berlusconi, in base ad un ragionamento logico. Gli affitti per quegli appartamenti vanno dai 7 euro (per chi ha la pensione sociale), ai 200 euro in base ad una legge regionale. Trattandosi di un intervento sociale - spiega Pasquini - che va a beneficio delle fasce più deboli, è assurdo che si faccia pagare l'Imu per le case popolari".

Pasquini spiega perché l'Imu graverebbe sull'Ater e sugli assegnatari. "Se l'Ater, proprietario delle case popolari, percepisce 50 euro al mese per un appartamento e gli vengono chiesti 300-400 euro di Imu, è evidente che sia un costo insostenibile. Questo avrebbe una ricaduta pesantissima anche sugli assegnatari, per due motivi: il primo è che ci sarebbero ancora meno risorse per le manutenzioni, e questo aumenterebbe il degrado; il secondo è che l'Ater sarebbe costretto a chiedere alla Regione di aumentare il canone di affitto per le case popolari".

Per questo è partita una petizione. "Per ora abbiamo raccolto 400 firme degli assegnatari contro l'Imu - continua Pasquini - e vogliamo chiedere al ministro Passera di abolire questa tassa sulle case popolari e comunali. La cosa strana - conclude Pasquini - è che il Comune chiederà l'Imu all'Ater e verserà il 50% delle entrate allo Stato: l'Ater in questo modo contribuirà a ridurre il debito dello Stato, ma non dovrebbe essere il contrario? Non dovrebbe essere lo Stato a dare più risorse alla Regione e all'Ater per fare più case popolari? In graduatoria a Roma per avere una casa popolare ci sono 35.000 famiglie. Un dato che la dice lunga sulla gravità della situazione".

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