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Roma perde un pezzo di sport: dopo 68 anni chiude l’Asd Primavalle

Fondata nel 1951 da padre Cosma di Mambro la socità calcistica chiude i battenti, parla mister Capitelli: "Troppo 'sociali' per questo calcio moderno che vuole campioni anche tra i pulcini"

Dopo quasi settant’anni restano vuoti campi e spogliatoi dell’Asd Primavalle: la società di calcio fondata nel 1951 da padre Cosma di Mambro, parroco del quartiere, e Salvatore Lampis. 

Chiude l’ASD Primavalle 1951

“Oggi chiude il Primavalle 1951” – la comunicazione tombale di Stefano Capitelli, uno dei mister della società calcistica e figlio del presidente Maurizio che ha rilevato la società ormai trent’anni fa. 

Una storia gloriosa quella dell’Asd Primavalle 1951: non tanto per i risultati sportivi, la prima categoria la massima vetta raggiunta, quanto per la funzione sociale svolta in un quartiere periferico e popolare come quello di Primavalle. 

Quasi settant’anni di storia per il Primavalle

I campi dei gialloblu, prima quello del Pio XII e poi, dagli anni ’80, quello in via Valle dei Fontanili, hanno accolto migliaia di giovani provenienti da Primavalle, ma anche dai quartieri limitrofi come lo storico e complesso ‘Bronx’ di Torrevecchia, il Quartaccio e il più moderno Torresina. 

Per tanti la divisa del Primavalle 1951 ha rappresentato il classico passaggio sportivo della vita, la militanza nella squadra del quartiere, con i compagni di scuola, gli amici del palazzo e della piazzetta sotto casa; per molti altri il momento di svago e serenità fuori da contesti familiari difficili. 

Primavalle 1951: “Troppo ‘sociali’ per questo calcio moderno”

“Il Primavalle non ha mai lasciato indietro nessuno. La società è nata con una funzione sociale e abbiamo sempre cercato di mantenere questa vocazione iniziale” – ha raccontato mister Capitelli a RomaToday. 

Una società a conduzione familiare, “rimasta ad un calcio antico e dunque fuori dal tempo”, che si è scontrata con la dura realtà: la concorrenza di impianti più moderni, direttori sportivi spregiudicati e pure genitori nell’affannata ricerca del trampolino di lancio per i propri figli. 

“Tutto questo a costo pure dell’infelicità dei bambini: non possiamo competere con chi cerca di ‘strappare’ atleti anche della categoria pulcini o con chi si lascia attrarre dalle sirene di provini e promesse fallaci. Oggi per poter competere – racconta Stefano - dovremmo pensare di inserire nei nostri organici persone pagate a seconda di quanti ragazzi riescono a ‘portare’ dalle altre società, mentre al Primavalle non si è mai illuso un ragazzo dicendo di venire a giocare da noi così ‘ti facciamo fare un provino’.”

Rivendica la mission sociale della squadra il mister del Primavalle. “Soprattutto con i bambini più piccoli abbiamo sempre cercato di agire da educatori, non da allenatori. Abbiamo insegnato rispetto per gli avversari, per l’arbitro e per il pubblico cercando di porre le basi di quei valori essenziali che sono propri dello sport. I tempi moderni però – l’amara constatazione di Capitelli – ci sono avversi”

Poche iscrizioni, così chiude l’asd Primavalle

Anche il campo in terra battuta, e non in erba sintetica, del Primavalle per tanti rappresenta “un’onta”. Così la società, seppur storica e radicata, ha perso il proprio appeal: la penuria di iscrizioni, “l’unica fonte dalla quale attingere per ripagare le spese e le iscrizioni ai campionati”, ne ha sancito la chiusura.

Ma non solo, di fondo c’è anche lo sconforto per quel che li circonda. “Non ha alcun senso continuare a tenere in vita una società ad ispirazione ‘sociale’ quando semplicemente la società (quella civile) tutta intorno non esiste quasi più, soppiantata dalla cultura dell’ io rispetto a quella del ‘noi’.”

Primavalle saluta la storica società di calcio

Ma se i gialloblu appendono gli scarpini al chiodo a Primavalle resta il ricordo di quanti hanno indossato quella divisa e calcato campi che per una periferia spesso rappresentano l’unico luogo di socializzazione e svago. 

Tantissimi i messaggi recapitati all’Asd Primavalle 1951. “Grazie a voi da un ‘ragazzo di ieri’ che di quella terra ha ricordi felici” – ha scritto Simone.

“Più dell’aspetto sportivo credo sia una perdita dal punto di vista umano perché in una realtà periferica come la nostra, avere un punto d’incontro che toglieva i ragazzi dalle insidie di un mondo pericoloso in un’età pericolosa, era sicuramente un vantaggio, un bene prezioso per tutti. In questo l’asd primavalle, in tutte le sue componenti (Maurizio Capitelli in primis), è stata (e per me rimarrà) un esempio” – il commento di Mirko.

“A Quel campo storico fatto di terra e brecciolino io devo tanto. Mi ha permesso di crescere e non solo sportivamente se oggi sono l’uomo che sono, il padre che sono tanto lo devo a questo posto il più lo devo a quel campo: scuola di calcio – scrive Simone - ma prima ancora di vita”. 

Chiude così l’Asd Primavalle, nell’impianto vuoto resta solo il presidente Maurizio Capitelli: “Mio padre ci passa tutti i giorni, io non ce la faccio. Evitiamo di incontrarci per non parlare di quel che sta accadendo: per noi è come aver perso una persona cara”. 
 

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