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Ottavia: inaugurato il playground nel parco delle Palme

L'impianto realizzato dal Coni. Il progetto riguarda tutti i Municipi della città

Il taglio del nastro alla presenza del ministro Lotti

“Capo, non cammina’ sul prato”. La ramanzina è arrivata subito. Perché a Ottavia, in via Camilla Ravera, all'angolo con viale Esperia Sperani, non era un giorno qualunque. Oggi 13 dicembre - alle 11 - nel Municipio XIV è stato inaugurato il playground all’interno del meglio noto parco delle Palme. Si è trattata della prima iniziativa completata, la prossima riguarderà il Settimo, tra quelle previste nei quindici Municipi romani, all’interno del percorso avviato con le risorse stanziate dal Governo (triennio 2015-2017) attraverso il fondo ‘Sport e Periferie’. Liquidità che sono state trasferite al Coni per avviare e promuovere sia la riqualificazione che la realizzazione di impianti sportivi, andando a raggiungere anche le zone più lontane dal centro. 

Appuntamento a Ottavia

All’appuntamento erano presenti Luca Lotti, ministro dello Sport, Daniele Frongia, assessore capitolino allo Sport, Alfredo Campagna, presidente del Quattordicesimo e Riccardo Viola, presidente del Coni Lazio. Con loro esponenti locali e comunali sia del M5S che del Partito democratico, come il segretario romano Andrea Casu, il consigliere regionale, Eugenio Patanè e quello capitolino, Orlando Corsetti. A dare il ritmo la banda della polizia locale. A fornire energia i bambini degli istituti comprensivi Octavia e Pablo Neruda.

Dalla 'pineta' al playground

In origine da queste parti c’era quella che veniva chiamata la 'pineta', poi ‘sostituita’ dal parco delle Palme e a seguire dal playground, dove sono stati realizzati un campo polifunzionale (basket, pallavolo, calcetto) una parte esterna per bambini (altalene, tavolo da ping pong, scivoli) e uno spicchio dedicato ai più piccoli, protetto da una recinzione. La soddisfazione dei cittadini, però, è stata accompagnata da una domanda: chi si occuperà della novità? Quesito, questo, dettato da un aspetto, ovvero il timore di eventuali atti vandalici. Alfredo Campagna ha perciò spiegato a RomaToday: “Il playground è in carico al dipartimento Tutela ambientale. Al momento sono loro quelli che devono provvedere a un affidamento. Sul territorio ci sono associazioni disponibili a occuparsi del playground. Nel frattempo noi, come Amministrazione, abbiamo preso contatti con diverse realtà che ci metteranno a disposizione delle videocamere per poter sorvegliare l'impianto”. Il presidente di Monte Mario, inoltre, non ha nascosto l’emozione: “Io sono cresciuto in zona, spero che il playground venga vissuto e tutelato dagli stessi cittadini. Nel quartiere sognavamo un luogo del genere, che vedevamo solo nei film americani”.

Il gioco di squadra

Daniele Frongia ha sottolineato un aspetto, ovvero il gioco di squadra: "Il playground inaugurato oggi è frutto di un lungo lavoro: è partito il Governo, che ha messo i fondi. Poi c'è stato il Coni, che ha fatto un bellissimo lavoro negli ultimi due anni e l’Amministrazione capitolina tutta, senza alcuna distinzione. E questo è il risultato, che verrà replicato in tutti i Municipi. È un grande dono per la città".

"Bambini, fate sport"

“Fate sport” è stato invece il consiglio rivolto da Riccardo Viola alle leve del futuro: “Avete una meravigliosa opportunità: divertirvi e fare sport. Potete giocare a calcio, pallacanestro, pallavolo. Il messaggio che vi do è uno: fate attività fisica, non preoccupatevi della disciplina che intendete intraprendere. Un impianto sportivo, davanti a voi giovani, è un momento di gioia”.

La promessa mantenuta

A chiudere il ministro Lotti, che ha domandato ai bambini “vi piace il playground?” ricevendo un coro di “sì”: “Questa è la risposta che gratifica tutto un lavoro, un investimento su ciò che stiamo provando a fare per le nostre periferie e per i nostri impianti sportivi. Ok al gioco di squadra ma intendo sottolineare anche il fatto che è stata mantenuta una promessa: quella di realizzare impianti, come questo, in tutti i Municipi della Capitale. Quando parliamo delle periferie del nostro Paese – ha terminato – siamo abituati ad avere immagini brutte, sbagliate, con luoghi ai margini delle nostre città. L'impianto è il messaggio che vogliamo dare. Consapevoli che lo sport unisce e aiuta: è uno strumento attraverso il quale, rispettando l’altro, si può creare una società migliore. Più giusta”.

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