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Antenne selvagge: verso la svolta con la sentenza del TAR?

Municipi più coinvolti nell'autorizzazione delle nuove antenne: soddisfatto il Coordinamento Comitati Cittadini contro l'Elettrosmog. Decisione importante per Monte Mario, tra le zone più "sotto assedio"

"Per autorizzare le antenne di telefonia mobile a Roma sarà necessario coinvolgere i singoli Municipi ai sensi del Protocollo di Intesa". E' sostanzialmente questa la rivoluzionaria disposizione emanata pochi giorni fa dal TAR del Lazio, una sentenza che rappresenta un vero punto di svolta nella battaglia alle così dette "antenne selvagge", un tema fortemente noto tanto ai romani in generale quanto nello specifico ai cittadini del Municipio XIV. Da Ottavia a Palmarola, da Monte Mario alla Balduina, da anni residenti e comitati di quartiere denunciano un abuso (più di "tetti" che di suolo) per quanto riguarda l'installazione di nuovi apparecchi e ripetitori. Un vero e proprio assedio che in molti suscita allarme e preoccupazione soprattutto in riferimento alle conseguenze che un tale livello di elettrosmog può avere per la salute umana.

"Il TAR, bocciando di fatto le procedure con cui è stata autorizzata l'installazione di un impianto di telefonia mobile presso un edificio a Cinecittà Est, ha restituito voce e competenze ai Municipi, sancendo il principio che le norme contenute nel Protocollo d'Intesa hanno pieno titolo ed integrano a tutti gli effetti il procedimento di autorizzazione delle infrastrutture di rete", così come spiega il Coordinamento Comitati Cittadini contro l'Elettrosmog dalle pagine del blog Roma contro l'Elettrosmog. Lo stesso Coordinamento che in più occasioni non ha mancato di denunciare vizi o irregolarità all'interno dell'iter autorizzativo in tanti diversi casi, evidenziando l'assenza o la carenza di coinvolgimento proprio dei Municipi di riferimento. 

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"Ora riteniamo debba aprirsi una fase nuova nel confronto tra i comitati e l'Amministrazione comunale, perché occorre non solo fare chiarezza sulle decine, forse centinaia di impianti autorizzati in spregio alle procedure descritte dal TAR - prosegue il Coordinamento - ma non si può più fare a meno di riscrivere le regole a cui devono sottostare senza alcuna deroga i titolari delle licenze per le infrastrutture di rete mobile". Considerando, infine, che in tutto il territorio di Roma la zona di Monte Mario è sicuramente una delle più ambite per via di alcuni requisiti morfologici che amplificano la copertura della rete, la questione quindi la riguarda particolarmente da vicino, così come da vicino cittadini e residenti si sentono coinvolti in questa nuova fase di una battaglia che però non può dirsi ancora definitivamente conclusa. 

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