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Feci di cane, sassi e bottiglie: ancora atti vandalici dalla pista ciclabile

I residenti che confinano con alcuni tratti della pista continuano a denunciare gli schiamazzi notturni, gli atti vandalici e una generale condizione di degrado, insicurezza e mancanza di controlli

foto S.B.

"Non si vive più. La sicurezza non la tutela nessuno". Non sembra essera cambiata molto la situazione per le abitazioni private che confinano con la pista ciclopedonale di Monte Mario. Già la scorsa estate avevamo raccolto le testimonianze di alcuni residenti che denunciavano i sempre più frequenti episodi di vandalismo e schiamazzi notturni in una atmosfera generale tutt'altro che sicura e sotto controllo.

Un paio di settimane fa S.B. è tornata a denunciare l'ennesimo fatto: durante la notte alcuni ragazzi sono entrati nel suo giardino per recuperare un pallone e nello scavalcare la recinzione della proprietà hanno rotto il cancelletto, scardidandolo. "Sono ragazzetti e finchè si perdono il pallone non ho problemi a farglielo recuperare - spiega a RomaToday la residente - ma se devono entrare nel mio giardino, facendo anche danni mi da fastidio. E io, dall'altra parte, uscendo di casa di notte trovandomi davanti delle persone, quale reazione dovrei avere?".

Questa volta si è trattato di un cacelletto divelto, ma alla stessa signora è già successo di ritrovarsi rotti dei lampioni, tutti danni alle cui spese ha naturlamente fatto fronte in autonomia. E ancora, c'è stata una volta che dall'altra parte della recinzione hanno lanciato dei sassi o delle bottiglie di birra, fino addirittura ai sacchetti che si usano per raccogliere le deiezioni canine. Pieni.

"Anche se siamo in inverno e c'è comunque meno gente, la situazione è peggiorata - ci racconta - continui bivacchi nelle ore notturne, complice anche quel negozio sulla parte alta verso Torrevecchia che vende birre e rimane aperto anche di notte. C'è tanta immondizia (i cestini straripano) e sempre più degrado. Niente controlli nè sicurezza".

E se spesso a tale riguardo si è parlato di far girare delle volanti o installare delle telecamere, "qui non si è visto mai nessuno - continua - così come per la questione dei cancelli: in alcuni tratti vengono chiusi ma qui rimane sempre e ancora tutto aperto".

S.B. abita nei pressi di via dell'Acquedotto Paolo e tutto quello che ci ha raccontato è una criticità ben altrettano nota e ugualmente condivisa da molti altri residenti di zona. Questa estate, quando è scoppiata l'ennesima rissa e si è chiamata ancora una volta la polizia, questi cittadini hanno presentato esposto al Commissariato di Primavalle raccogliendo qualche centinaia di firme. In più di una occasione hanno fatto presente la situazione anche ai rappresentati istituzionali locali "ma nulla, non è cambiato praticamente nulla".

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