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Monte Arsiccio, il centro accoglienza non si fa: "Sono venuti meno alcuni requisiti"

L'annuncio di Campagna, presidente del Municipio XIV: "Nel caso in cui nel nostro territorio dovessero arrivare delle persone aventi diritto, non mancherà la mia collaborazione per favorire la civile convivenza"

Gli striscioni apparsi ieri sera

"L’acquisizione non si è conclusa perché sono venuti meno alcuni requisiti, in assenza dei quali il Prefetto ha stabilito di non procedere per vicolo di Monte Arsiccio, dando mandato all’Ente Gestore la valutazione di altri luoghi". Parola di Alfredo Campagna, presidente del Municipio XIV. Il minisindaco ha rotto il silenzio e ha portato una ventata di chiarezza sulla vicenda che stava tenendo banco al Trionfale. Pertanto nessun centro accoglienza, nel luogo dove "per quanto mi è stato riferito dagli organi competenti – ha ricordato Campagna – l’Ente gestore aggiudicatario del bando prefettizio ha messo a disposizione alcuni stabili e tra questi c’è anche la palazzina in oggetto per una capienza di circa 70 persone"

Ieri sera sul ponticello della Trionfale, all'altezza di Monte Arsiccio, sono apparsi due striscioni: “Refugees welcome” e “Roma accoglie”. Nessuna sigla politica, nessuna rivendicazione. Nei giorni scorsi, invece, si sono succedute varie tappe: una raccolta firme per il 'no', un'interrogazione e una mozione di Fratelli d'Italia, più una tentata occupazione di Roma ai Romani e Forza Nuova. Oggi, 23 marzo, le parole ufficiali di Campagna, che finora non aveva rilasciato dichiarazioni "perché è mia consuetudine verificare le notizie prima di pronunciarmi".  Da qui l'osservazione: "Nell’ipotesi in cui la prefettura avesse ritenuto idonea la palazzina in questione, provvedendo a un inserimento progressivo del numero stabilito di immigrati, stimato oltretutto in nuclei familiari, per un totale di circa 15 famiglie richiedenti asilo, noi come cittadini ci saremmo trovati di fronte a due possibilità".

E qui è contenuto il messaggio politico del presidente a Cinque Stelle: "La prima sarebbe stata quella di fare le 'barricate' da veri 'patrioti', provando a impedire che queste famiglie mettessero piede vicino alle nostre case, chiedendo di rispedirli nel loro Paese o comunque di scegliere un altro quartiere dove sistemarli perché 'l’importante è non averli qui'. La seconda – ha precisato – sarebbe stata, invece, quella di accogliere delle famiglie in difficoltà e aiutarle a inserirsi in una città complicata come la nostra, magari con la creazione di un comitato apposito, composto da cittadini, associazioni, forze dell’ordine e da rappresentanti delle famiglie stesse".

Alfredo Campagna ha inoltre assicurato "come rappresentante delle istituzioni e come persona" che "nel caso in cui nel nostro territorio dovessero arrivare delle persone aventi diritto, non mancherà la mia collaborazione, il mio sostegno politico e umano per favorire la civile convivenza e l’avvio di un percorso di reale inclusione". Con una mazzata finale: "Resterà profondamente deluso chi nutre aspettative in merito alla mia adesione ad una qualsiasi iniziativa in cui si inneggi alla non-accoglienza".

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